Escursione ad Avignone
Nel Palazzo dei Papi, la vita alla corte pontificia
Testo e fotografie di Vincent Flachaire
Celebrare le grandi feste religiose, ricevere ambasciatori, tenere i conti, servire un banchetto: dietro la sua alta facciata, il palazzo ospitava il papa, guida spirituale della cristianità, e tutta la vita della sua corte.
Un palazzo nel cuore della cristianità
Il Palazzo dei Papi si innalza sopra la città e il Rodano. Nel XIV secolo, la presenza pontificia fece di Avignone la capitale della cristianità, un centro decisionale che attirava cardinali, diplomatici, uomini di legge e artisti. Occorreva alloggiare il papa e la sua corte, proteggerne le ricchezze e ricevere chi veniva a sollecitare la sua autorità.
Il monumento attuale fu costruito principalmente sotto due papi, Benedetto XII e poi Clemente VI. Il primo organizzò il Palazzo Vecchio attorno a un cortile con gallerie; il secondo ampliò la residenza con il Palazzo Nuovo, la sua facciata e le sale cerimoniali.
Il chiostro del Palazzo Vecchio è quello di Benedetto XII, un papa prudente e parsimonioso, attento alle finanze del papato. Clemente VI dispiegò i fasti di una corte principesca e impegnò grandi somme per ampliare e abbellire il palazzo. I grandi ambienti in pietra erano allora arredati con mobili, arazzi e decorazioni dipinte.
Amministrare la giustizia nella Grande Udienza
Sotto le volte a crociera della Grande Udienza, i pilastri dividono la sala in due lunghe navate. Questo vasto ambiente del Palazzo Nuovo ospitava il tribunale delle cause apostoliche, che giudicava le questioni di competenza della Chiesa. Le cause sottoposte al suo esame provenivano da tutta la cristianità.
I magistrati erano chiamati «uditori». La loro giurisdizione prese il nome di Rota, ancora oggi portato da un tribunale vaticano. Sotto le volte rimangono tracce di pittura: anche la sala di giustizia possedeva una ricca decorazione.
Tenere i conti e proteggere il tesoro
Nella Grande Tesoreria, sotto il Concistoro, la Camera apostolica amministrava le finanze pontificie. Qui si registravano entrate e uscite: stipendi, approvvigionamento del palazzo, lavori. I registri di questo ufficio, conservati in Vaticano, documentano le spese quotidiane della corte.
Nella Torre del Papa, il Tesoro Basso era protetto da un sistema discreto: quattro grandi vani lungo le pareti, chiusi da lastre di pietra rimovibili. Contenevano casse ferrate con monete, oggetti di oreficeria, stoffe preziose e documenti. Potevano accedervi soltanto il papa, il camerlengo e il tesoriere. Nel XIX secolo, i militari installarono una lavanderia in questo ambiente un tempo riservato alle ricchezze pontificie.
Nel Grand Tinel, banchetti sotto un cielo stellato
Il Grand Tinel era la sala dei banchetti ufficiali. Il papa vi riceveva gli ospiti in occasione delle grandi feste religiose, della nomina di cardinali o dell’elezione di un nuovo pontefice. La sala si estende per quasi cinquanta metri, per accogliere i commensali e il servizio.
Sopra i commensali, tele azzurre cosparse di stelle d’oro rivestivano la volta a carena. Un incendio distrusse questa decorazione nel 1413; l’attuale rivestimento ligneo fu ricostituito nel 1980. I banchetti si svolgevano dunque sotto un cielo stellato, in una sala oggi spoglia. Il papa disponeva anche di una sala da pranzo privata, il Petit Tinel, oggi scomparso.
Uccelli nella camera, pescatori nello studio
Gli appartamenti privati conservano le loro decorazioni dipinte. La Camera del Papa è ricoperta di fogliame su fondo azzurro, popolato da uccelli e scoiattoli. Nelle strombature delle finestre, piccole architetture dipinte ospitano gabbie, diverse delle quali vuote.
Un corridoio conduce alla Camera del Cervo, lo studio di Clemente VI. Dipinta nel 1343, la decorazione rappresenta scene di caccia, raccolta della frutta e pesca. Davanti alla peschiera dipinta, osservate i personaggi chini verso i pesci: questi passatempi aristocratici occupano le pareti della stanza in cui il pontefice studiava. La sala deve il nome a una scena di caccia al cervo.
La Grande Cappella
La Grande Cappella fu costruita sopra la Grande Udienza. Il suo vasto ambiente unitario accoglieva le cerimonie solenni. Questa sovrapposizione riuniva nella stessa ala l’amministrazione della giustizia e la liturgia pontificia.
Ogni anno la Grande Cappella ospita mostre d’arte contemporanea: dipinti, sculture, fotografie e installazioni prendono posto sotto le sue volte. Dopo Picasso, vi sono state presentate le fotografie di Sebastião Salgado nel 2022, le opere di Eva Jospin nel 2023, di Miss.Tic nel 2024 e di Jean-Michel Othoniel nel 2025.
Le cappelle Saint-Jean e Saint-Martial
Anche le piccole cappelle conservano affreschi del XIV secolo. Nella cappella Saint-Jean, Matteo Giovannetti e la sua équipe dipinsero la vita di Giovanni Battista e di Giovanni Evangelista. La cappella Saint-Martial, accanto al Grand Tinel, possiede un ciclo dedicato al santo evangelizzatore del Limosino, regione natale di Clemente VI; la visita richiede una prenotazione specifica.
Il cortile d’onore dopo i papi
Dai passaggi sopraelevati, il cortile d’onore appare in basso, racchiuso dalle facciate del Palazzo Nuovo. Nelle foto della nostra visita di agosto, le tribune del Festival occupano ancora il cortile. Nel 1947 Jean Vilar vi presentò La tragedia di re Riccardo II di Shakespeare: quella prima Semaine d’Art segnò la nascita del Festival di Avignone. Le mura che incorniciavano le cerimonie della corte pontificia accolgono oggi le voci degli attori.
I giardini ai piedi degli appartamenti
A est, i viali dei giardini costeggiano le alte torri e la roccia su cui poggiano. I giardini medievali comprendevano spazi ornamentali, un orto e aree riservate al papa. La sistemazione contemporanea si basa sugli scavi e sugli archivi per restituirne gli spazi e gli usi, con l’acqua, le piante e le pergole.
Il tracciato della rete idraulica del XIV secolo ha guidato il disegno del Giardino del Palazzo. Nel Giardino del Papa è stata ricreata la fontana del Grifone. Gli appartamenti dominano questi giardini; anche le loro pareti dipinte sono popolate da alberi, fiori e uccelli.
Avignone dalle terrazze
Sopra i tetti, le terrazze aprono la vista su Notre-Dame-des-Doms, Place du Palais e la città racchiusa nelle mura. Oltre il Rodano appaiono i rilievi della riva destra. La corte pontificia si era stabilita in una città servita dal fiume e dalle strade della sua valle.
Proseguire verso i Doms e il Rodano
All’uscita, la salita accanto alla cattedrale raggiunge il giardino del Rocher des Doms. Più in basso, il ponte Saint-Bénézet e le sue cappelle prolungano la visita dell’Avignone medievale sopra il fiume.
Per vedere l’intera sagoma del palazzo, raggiungete l’alzaia dell’isola della Barthelasse. Sull’altra riva, i palazzi cardinalizi e la Certosa di Villeneuve-lès-Avignon prolungano la visita delle residenze della corte pontificia.
Informazioni pratiche
Preparare la visita del Palazzo dei Papi
- Durata e percorso
- Calcolate da due ore a due ore e mezza per la visita libera, giardini compresi, e più tempo per una visita guidata o soste prolungate. Il percorso comprende numerose scale; su prenotazione è disponibile un percorso accompagnato adattato alle persone con mobilità ridotta. Il monumento non è riscaldato né climatizzato.
- Ingresso e biglietti
- Ingresso da Place du Palais, a circa quindici minuti a piedi dalla stazione Avignon Centre. La visita è a pagamento; i giardini pontifici sono inclusi nel biglietto del palazzo. Una formula comprende anche il ponte di Avignone. Consultate orari e tariffe per il giorno della visita.
Sito ufficiale: biglietti, accesso e orari · percorso e sale aperte · percorso accompagnato accessibile.
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