Portale di riferimento – dal 2004

Case d'ospiti in Provenza

Escursioni in Provenza

Versione italianaVersion françaiseEnglish versionDeutsche Version
Piccola ruota a pale davanti alla soglia del braccio di Entraigues al Partage des Eaux
Al Partage des Eaux, la piccola ruota a pale gira davanti alla soglia del braccio di Entraigues.

Escursione a L’Isle-sur-la-Sorgue

Una Sorgue arriva al Partage des Eaux, due ne ripartono

L’Isle-sur-la-Sorgue deve il suo nome ai numerosi bracci e canali nati dal fiume a partire dal Partage des Eaux.

Due soglie di pietra dividono il corso della Sorgue

Il fiume arriva da Fontaine-de-Vaucluse, dove affiora ai piedi della falesia, e fino a qui scorre in un solo letto. A monte di L’Isle-sur-la-Sorgue, dal Partage des Eaux, si divide in due bracci principali: quello di Velleron da una parte e quello di Entraigues dall’altra. I due bracci irrigano la pianura verso la valle del Rodano.

Qui il fiume si allarga in un vasto specchio d’acqua e ogni braccio comincia con una lunga soglia di pietra posata obliquamente nella corrente, sopra la quale l’acqua passa da un livello all’altro.

Le due soglie del Partage des Eaux: Velleron in primo piano e Entraigues sullo sfondo
La soglia di Velleron in primo piano e quella di Entraigues sullo sfondo delimitano lo specchio d’acqua in cui la Sorgue si divide.

Alimentare i mulini e irrigare i campi

L’acqua della Sorgue ha più usi. Viene deviata per irrigare i campi e mantenuta corrente per far girare le ruote: da una parte gli irrigatori, dall’altra gli industriali. I due usi entrano in conflitto, perché ciò che uno preleva non torna nel canale dell’altro. È sempre stato necessario stabilire la quota di ciascuno; oggi se ne occupa il sindacato misto del bacino delle Sorgues.

La ripartizione del Partage des Eaux non è casuale: è prescritta. Un decreto del 1852 fissa la parte di ciascun braccio — cinque dodicesimi da una parte, sette dall’altra — e la quota maggiore va al braccio di Entraigues, che attraversa la città. Si trattava di garantire la regolarità delle portate da cui dipendevano mulini e fabbriche a valle. La proporzione è iscritta nella pietra: quaranta metri di cresta per Velleron, cinquantasei per Entraigues.

La soglia del braccio di Entraigues vista dalla riva sinistra
La soglia del braccio di Entraigues misura cinquantasei metri, ossia sette dodicesimi del fiume.

A valle, in città, le grandi ruote a pale facevano girare filande e cartiere nel XIX secolo.

Un fiume al contrario

Un fiume ordinario riunisce ruscelli che confluiscono e formano corsi sempre più grandi. La Sorgue procede al contrario: parte in un unico corso, poi si divide, e si divide ancora. Trentadue chilometri separano la sorgente dalla confluenza, ma la rete che formano conta diverse centinaia di chilometri di bracci e canali.

Non è dunque un fiume del tutto naturale. Dall’inizio del XII secolo gli abitanti hanno scavato, deviato e incanalato per prosciugare le paludi e catturare l’energia della corrente. Il Partage des Eaux è l’illustrazione di questo lavoro paziente: si è smesso di lasciare che fosse il fiume a decidere.

Vegetazione acquatica nella corrente della Sorgue
Alla magra di fine estate il fondo appare e le piante acquatiche si adagiano nel senso della corrente.

L’acqua proviene da una risorgiva: esce dalla terra a circa tredici gradi e varia poco, in inverno come in estate. Ha circolato abbastanza in profondità sotto l’altopiano da ignorare le stagioni e la sua portata regolare non conosce i capricci dei fiumi di superficie. Alla fine dell’estate, quando è al minimo, appaiono ciottoli, ghiaia e lunghe piante acquatiche pettinate dalla corrente. Ospitano aree di riproduzione e invertebrati; l’ecosistema è fragile, da qui l’invito a camminare lungo il fiume anziché dentro l’acqua.

Anatre e nutrie vivono qui; queste ultime furono importate dal Sud America nel XIX secolo per la pelliccia e le loro tane indeboliscono le rive. Più discreto, il merlo acquaiolo cammina sott’acqua per cercare il cibo ed è considerato un indicatore della qualità dell’acqua.

La Sorgue sotto gli alberi a monte del Partage des Eaux
A monte del Partage des Eaux, l’acqua rallenta sotto gli alberi: un habitat preservato per la fauna e un ecosistema fragile.

Sotto gli alberi, il sito del Partage des Eaux

Attorno alle due soglie, la riva è piantata di grandi alberi e l’ombra è fitta. Lo spazio è attrezzato con tavoli sull’erba e sulla terra battuta, con posto per i bambini. Si viene qui per il fresco: d’estate, un fiume a tredici gradi sotto il fogliame è un dono prezioso per la giornata.

Tavoli da picnic sotto i grandi alberi del Partage des Eaux
Tavoli all’ombra degli alberi: il sito è liberamente accessibile tutto l’anno.

L’acqua scorre nella città

A valle, il braccio di Entraigues raggiunge il centro storico e si insinua tra i quai. Lì si divide ancora in canali che racchiudono il borgo antico: è da quest’ultima divisione che la città trae il nome. L’acqua conserva tutto ciò che aveva a monte: trasparenza, freschezza e piante acquatiche che ondeggiano sotto la superficie a pochi metri dalle facciate.

Canale della Sorgue che attraversa L’Isle-sur-la-Sorgue
Tra i quai in muratura del centro storico, la Sorgue conserva il fondo visibile che aveva al Partage.

Il nègo-chin, barca adatta alla Sorgue

Ha il fondo piatto perché l’acqua è bassa e si conduce in piedi con una pertica, il partego, di nocciolo o salice rosso. Il suo nome significa «annega-cane»: i pescatori dell’Isle, i pescaïres, scherzavano sul suo equilibrio annunciando al vicino che avrebbero annegato il suo cane.

All’inizio di agosto i nègo-chin tornano in servizio. Carichi di fiori, frutta, verdura, formaggio e pane, vendono da un quai all’altro durante il mercato galleggiante, guidati da barcaioli in costume, mentre i visitatori si affollano sulle rive e sui ponti.

Nègo-chin fiorito e carico di prodotti durante il mercato galleggiante
La barca accosta al bordo della riva: è il quai a fare da banco.

La tradizione è recente. Fu immaginata da René Légier, vicesindaco, di ritorno da un viaggio in Thailandia dove aveva visto i mercati galleggianti di Bangkok: la barca è della Sorgue, la festa viene da altrove. Il successo fu immediato e la città la ripropone ogni estate.

Proseguire l’escursione sulla Sorgue

Nel resto dell’anno sono i banchi del mercato della domenica a occupare questi quai. A monte, il fiume conduce alla risorgiva di Fontaine-de-Vaucluse e alle rovine del castello dei Vescovi; attorno, Saumane-de-Vaucluse, Le Thor e Velleron prolungano la scoperta dei paesi nati da questa rete.

Informazioni pratiche

Andare al Partage des Eaux

Accesso
Il sito si trova a monte del centro storico di L’Isle-sur-la-Sorgue, lungo il fiume. È liberamente accessibile tutto l’anno e attrezzato con tavoli sotto gli alberi.
Navigazione
Sulla Sorgue a monte, la navigazione è riservata a kayak non gonfiabili e nègo-chin. Da Fontaine-de-Vaucluse sono organizzate discese in canoa e kayak.

Le condizioni di accesso possono cambiare. Prima della visita, consultate la scheda del Partage des Eaux (FR).

La nostra selezione

Case d’ospiti nei dintorni di L’Isle-sur-la-Sorgue

Il portale privilegia i collegamenti diretti con i siti dei proprietari. Potete contattare una casa d’ospiti per organizzare il vostro soggiorno nel Pays des Sorgues.