Escursione nei vigneti del Rodano
Châteauneuf-du-Pape, visitate il borgo e degustate il suo vino
Testo e fotografie di Vincent Flachaire
Le viuzze di Châteauneuf-du-Pape salgono verso i resti del castello pontificio. Dal castello, lo sguardo si apre sulle vigne, sulla valle del Rodano e sul Mont Ventoux. Nel borgo, le sale di degustazione permettono di scoprire i vini prodotti su queste terre.
La Grande Fontaine e le vie del borgo
Place du Portail segna l’ingresso nel borgo antico. Intorno alla Grande Fontaine, i tavolini dei locali e i negozi occupano la parte bassa della salita. La vasca serviva un tempo agli abitanti e agli animali; fino al 1977 vi si trovava accanto anche un lavatoio.
L’acqua non vi è sempre sgorgata. Quando la sorgente veniva meno, gli abitanti dovevano scendere alla fontana del Souspiron o persino attingere acqua al Rodano. I volti scolpiti intorno al fusto centrale decoravano dunque un punto d’acqua indispensabile alla vita del paese.
Le vie lasciano la piazza e raggiungono le case nella parte alta del borgo. Le insegne delle rivendite di vino si alternano alle porte delle abitazioni; scalinate e passaggi stretti conducono alla chiesa di Notre-Dame-de-l’Assomption, poi al castello. Il campanile attuale sorge sul sito di un’antica torre difensiva, dove la comunità custodiva i propri archivi. La salita attraversa così il borgo abitato prima di raggiungere le rovine.
Un castello prima del Palazzo dei Papi
I papi si stabilirono ad Avignone a partire dal 1309. Giovanni XXII conosceva già Châteauneuf, dove aveva soggiornato quando era vescovo di Avignone. Diventato papa, fece costruire il castello tra il 1317 e il 1333, prima ancora dell’avvio dei lavori dell’attuale Palazzo dei Papi.
Dietro le difese, la residenza aveva pareti dipinte e pavimenti di piastrelle decorate. Al cantiere lavoravano scalpellini, carpentieri, fabbri e vetrai. Parte dei materiali proveniva dai dintorni; il legname arrivava dalla diocesi di Ginevra per via fluviale. Questi interni sono scomparsi, ma un antico disegno esposto sul posto permette di comprendere le dimensioni del castello e delle sue torri.
Perché queste rovine?
Nel 1563, durante le guerre di religione, il borgo fu saccheggiato e incendiato. Il castello subì poi altri danni. Venduto durante la Rivoluzione francese e diviso tra più proprietari, fornì pietre per altre costruzioni. Alla fine dell’Ottocento, Joseph Ducos, sindaco e viticoltore, si oppose alla sua demolizione e ne ottenne la classificazione come monumento storico nel 1892.
La distruzione più visibile risale alla Seconda guerra mondiale. Le truppe tedesche utilizzarono il mastio come posto di osservazione e deposito d’armi. Nell’agosto 1944 lo fecero saltare durante la ritirata. Il lato aperto della torre lascia oggi vedere i piani e le volte, dietro la facciata ancora in piedi sopra il borgo.
Le vigne dal castello
Dalla spianata, i vigneti occupano gran parte dell’orizzonte. Il Mont Ventoux si distingue a est; dall’altra parte, la pianura scende verso il Rodano. Da questa altezza si comprende la posizione del castello, che sorvegliava le vie di passaggio e dominava i terreni coltivati.
Un tempo il borgo si chiamava Châteauneuf-Calcernier, in riferimento alle sue fornaci da calce. Nel 1893 Joseph Ducos ottenne che prendesse ufficialmente il nome di Châteauneuf-du-Pape, già associato ai suoi vini. Dopo aver difeso le rovine, il sindaco contribuì così a riunire il borgo e i vigneti sotto un unico nome.
Terroir diversi per vini diversi
Ai piedi della collina, i sentieri dei vigneti permettono di osservare da vicino i ceppi e i terreni. Le parcelle cambiano aspetto con le stagioni, dalle giovani foglie primaverili ai grappoli estivi, dai colori autunnali al legno nodoso dopo la potatura.
I ciottoli arrotondati, depositati dall’antico Rodano, ricoprono alcune terrazze. Accumulano il calore del giorno e ne restituiscono una parte di notte. Sotto queste pietre, le argille possono trattenere l’acqua in profondità. Altre parcelle poggiano su sabbie, arenarie o calcare. La denominazione riunisce quindi suoli di natura diversa.
Queste differenze contribuiscono alla varietà dei vini. Le sabbie sono associate in particolare a rossi dai tannini fini, le terrazze di ciottoli a vini più strutturati. I viticoltori possono assemblare vini di diversi terroir o valorizzare una singola parcella. Una degustazione comparativa sul posto permette di scoprire queste differenze dopo una passeggiata nei vigneti.
Un grande vino tra le prime AOC di Francia
La reputazione di Châteauneuf-du-Pape si fonda su rossi ricchi e strutturati, dagli aromi persistenti che possono evolvere negli anni. Il grenache ha un ruolo importante, spesso insieme a syrah e mourvèdre. Anche i bianchi, meno conosciuti, meritano una degustazione. Uniscono ampiezza e freschezza, con vitigni come clairette, grenache blanc e roussanne. I tredici vitigni tradizionali della denominazione permettono ai produttori di creare cuvée di stili diversi.
Questa ricerca della qualità si basa su regole precise. La vendemmia si svolge a mano, la selezione dei grappoli è obbligatoria per eliminare gli acini danneggiati o non abbastanza maturi e la resa è limitata a 35 ettolitri per ettaro. Alle qualità dei suoli e del clima si aggiungono quindi la scelta dei frutti e le decisioni di ogni tenuta sulla vinificazione e sull’affinamento.
Châteauneuf-du-Pape occupa anche un posto fondamentale nella storia delle AOC, le denominazioni di origine controllata francesi. Già dagli anni Venti, i viticoltori, insieme al barone Pierre Le Roy de Boiseaumarié, difesero la delimitazione dei vigneti e le regole di produzione. Il 15 maggio 1936 i loro vini figuravano tra le prime sei AOC riconosciute in Francia. Venire qui permette di scoprire sia questo vigneto pioniere sia la varietà dei suoi vini.
Scegliere il proprio vino
In un’enoteca del borgo, un commerciante può orientarvi tra diverse tenute e annate. È un modo per confrontare stili e prezzi in un unico luogo. Vinadéa, la casa dei vini della denominazione, riunisce in particolare le cuvée di numerosi produttori. Alcuni negozi appartengono però a una sola tenuta. Guardate i vini proposti per capire quale selezione troverete.
Nella sala di degustazione di un produttore assaggiate e acquistate i vini della sua tenuta. Il confronto permette di parlare delle sue parcelle, degli assemblaggi e dei metodi di lavoro. Una visita ai vigneti o alla cantina può completare la degustazione, secondo le possibilità di accoglienza e spesso su prenotazione. Il punto vendita può trovarsi nel borgo o nella proprietà.
Per scegliere una bottiglia, indicate il vostro budget, i vostri gusti e se volete berla presto o conservarla. Chiedete di confrontare due cuvée o due annate, quando è possibile. Per un primo approccio guidato, la Vinothèque organizza degustazioni di più tenute e presenta la storia e le competenze della denominazione, oltre a una collezione di taste-vin, le tradizionali ciotoline per assaggiare il vino.
La Véraison, il borgo in festa
La véraison, o invaiatura, indica l’inizio della maturazione dell’uva, quando gli acini cambiano colore. Ha dato il nome alla festa estiva del borgo. Creata nel 1985, la manifestazione riunisce abitanti, viticoltori e commercianti insieme a compagnie di artisti e artigiani che animano le vie in uno scenario medievale.
I viticoltori aprono le loro sale di degustazione e gli assaggi accompagnano i cortei in costume. Il passato pontificio offre l’ambientazione di questa festa contemporanea, mentre le uve si avvicinano alla maturazione.
Proseguire nei vigneti del Rodano
A nord, Orange romana offre un altro percorso storico, dall’arco di trionfo al teatro antico e alla collina Saint-Eutrope. Più avanti tra i vigneti, Cairanne unisce il borgo antico alla scoperta di un altro cru. A sud, la Barthelasse permette di ritrovare il Rodano e le vedute su Avignone.
Informazioni pratiche
Visitare Châteauneuf-du-Pape
- Percorso e durata
- Calcolate da una a due ore per visitare il borgo, salire al castello e godervi il panorama, con soste fotografiche. Aggiungete il tempo di una degustazione o di una visita in tenuta.
- Parcheggio
- Raggiungete il centro a piedi dalle aree di sosta autorizzate. Consultate la mappa e le condizioni di parcheggio del comune, soprattutto durante le manifestazioni.
- Castello e passeggiata
- Le rovine sono accessibili liberamente e gratuitamente, salvo chiusure occasionali. Prevedete scarpe adatte alle vie in pendenza, alle scale e ai fondi irregolari. L’altura è esposta al sole e al mistral; portate acqua.
- Acquistare e degustare
- Per confrontare più produttori nel borgo, consultate la presentazione di Vinadéa. Per incontrare un produttore nella sua sala di degustazione, cercate un indirizzo nell’elenco delle tenute della denominazione e verificate direttamente le condizioni di accoglienza.
- La Vinothèque, al 9 di rue de la République, propone degustazioni guidate. Verificate orari, prezzi e necessità di prenotazione per ogni visita.
- Festa della Véraison
- La festa si svolge abitualmente all’inizio di agosto. Per le date, il programma e le condizioni di accesso della prossima edizione, consultate gli annunci dell’ufficio del turismo. La fotografia dell’articolo risale al 2006.
Per preparare la visita: ufficio del turismo Pays d’Orange en Provence.
Prolungare il soggiorno
Case d’ospiti nei dintorni di Châteauneuf-du-Pape e nella valle del Rodano
Soggiornare vicino a Châteauneuf-du-Pape permette di scoprire il borgo e i suoi vini, poi proseguire verso Avignone, Orange e i vigneti vicini. Il portale presenta case d’ospiti con collegamenti diretti ai siti dei proprietari.
Queste strutture del Portale si trovano entro un raggio di 25 km in linea d’aria dal luogo presentato in questa escursione. Visita i loro siti per organizzare il tuo soggiorno.
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