
Escursione nel Luberon
Vieil-Oppède, dalle calades a Notre-Dame Dalidon
Vieil-Oppède si raggiunge salendo le calades fino alla collegiata Notre-Dame Dalidon e alle rovine del castello, sopra la piana del Calavon.
Vieil-Oppède, un borgo aggrappato al Petit Luberon
Il comune usa ormai il nome Vieil-Oppède per il suo borgo storico. La denominazione Oppède-le-Vieux, ancora frequente sulle carte, nelle guide e nelle ricerche online, si è affermata nel XX secolo. Il ritorno a Vieil-Oppède ricorda che non si tratta di un secondo villaggio, ma del nucleo antico di Oppède, costruito su un promontorio del versante nord del Petit Luberon.
Il rilievo ripido spiega questo insediamento antico. Sopra le case ancora abitate, le calades conducono alla collegiata e alle rovine del castello sulla sommità del promontorio. Tra Cavaillon e Apt, il borgo medievale si sviluppò dal XII al XVI secolo dietro le sue mura, attorno alla chiesa e alla fortezza.

La Place de la Croix e lo spostamento verso Les Poulivets
Realizzata nel XVIII secolo, la Place de la Croix divenne allora il centro del borgo, con il suo campanile e le sue halles. Fu anche il momento in cui gli abitanti iniziarono a scendere verso la pianura, dove i terreni agricoli, l’acqua e le vie di comunicazione erano più accessibili. Lo spostamento proseguì fino all’inizio del XX secolo e fu confermato dal trasferimento del municipio a Les Poulivets nel 1909.
La parte alta del borgo si svuotò e cadde in rovina, mentre le case più in basso rimasero abitate o tornarono a esserlo dopo il restauro. Dietro una facciata restaurata o un muro in grandi blocchi, un passaggio può aprirsi su un antico appezzamento riconquistato dalla vegetazione.

Calades, giardini e passaggi a volta
Dalla Place de la Croix, le calades salgono tra facciate in pietra, portici e muri ricoperti di edera. Le pietre irregolari rendono il passo più attento. Il percorso non forma una strada continua: aggira le case, passa sotto archi, costeggia piccoli giardini e raggiunge a tratti la roccia e la vegetazione.
La cappella dei Penitenti Bianchi segna una di queste tappe. Precede la salita alla collegiata, dove il borgo costruito lascia più spazio a scarpate, cipressi e antichi muri di sostegno.

Notre-Dame Dalidon, la collegiata sul promontorio
La salita si apre avvicinandosi alla collegiata. Una croce di pietra, muri antichi e gli ultimi cipressi accompagnano il cammino. La piana del Calavon appare tra gli alberi prima che la chiesa si stagli pienamente sul promontorio.

Di origine romanica, Notre-Dame Dalidon — nome derivato dal latino dolidus, « dolore » — fu profondamente rimaneggiata nei secoli XVI e XVII. L’istituzione di un collegio di canonici nel 1546, per ordine del vescovo di Cavaillon, le conferì il titolo di collegiata. Il suo esterno sobrio e massiccio contrasta con un interno dove elementi rinascimentali e barocchi convivono con aggiunte più tarde.

Il castello, le mura e la famiglia Maynier
Sopra la collegiata, le rovine del castello occupano la parte più alta del promontorio. Costruita tra l’XI e il XIII secolo, la fortezza fu ampliata fino al XVI secolo dai papi e poi dai baroni di Oppède. Il terremoto del 1731 la danneggiò gravemente; divenne poi a poco a poco una cava di pietra.
Vicino alla Place de la Croix rimangono un tratto di muraglia e una torre, vestigia degli antichi bastioni edificati a partire dal XIV secolo.
Jean Maynier, barone d’Oppède e primo presidente del Parlamento di Aix, appartiene a questa storia signorile. Nel 1545 organizzò la repressione dei valdesi del Luberon, che provocò massacri e la distruzione di diverse comunità, in particolare a Mérindol e Cabrières-d’Avignon.

Un borgo nuovamente abitato nel XX secolo
All’inizio del XX secolo lo spopolamento lasciò molte case disabitate. Durante la Seconda guerra mondiale vi si stabilì un gruppo di artisti, architetti e intellettuali. Tra loro figuravano l’architetto Bernard Zehrfuss e Consuelo de Saint-Exupéry, che raccontò questo periodo nel suo libro Oppède.
Le case abbandonate divennero luoghi di vita e di lavoro. Questa presenza contribuì alla riscoperta di Vieil-Oppède e accompagnò il suo lento ripopolamento, senza cancellare l’alternanza di zone abitate, giardini, muri aperti e passaggi rocciosi.

Dal promontorio alla piana del Calavon
Dalle altezze, lo sguardo si posa sui vigneti, gli uliveti e i frutteti della piana del Calavon. Questo paesaggio spiega lo spostamento verso Les Poulivets: più in basso si trovano le terre coltivate, l’acqua e le strade che strutturano ancora oggi il comune.
Vieil-Oppède appartiene al Luberon occidentale, vicino a Ménerbes, Robion e Les Taillades. Dal promontorio la vista attraversa la piana fino a Gordes e ai Monts de Vaucluse. Più a est, Lacoste, Bonnieux e la valle del Calavon e il Ponte Julien propongono altre tappe nel Luberon.

Informazioni pratiche
La partenza dalle terrazze Sainte-Cécile
- Punto di partenza
- Ai piedi del borgo storico, il parcheggio Sainte-Cécile, a pagamento per i visitatori, apre il percorso: un sentiero botanico attraversa le antiche terrazze agricole e conduce alla Place de la Croix, da cui partono le calades.
- Percorso
- Le calades sono ripide e le loro pietre talvolta irregolari. Si consigliano scarpe stabili, soprattutto dopo la pioggia o con forte caldo.
- Collegiata e castello
- La collegiata è aperta secondo la stagione dai volontari di Oppède Patrimoine. Il castello resta chiuso al pubblico durante i lavori di salvaguardia: verificate le condizioni di visita prima della partenza. I lavori alla fortezza sono presentati dall’Associazione per la salvaguardia della Fortezza di Oppède.
Per orari, condizioni di accesso e percorsi, consultate il sito del comune di Oppède prima della visita.
La nostra selezione
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